Gesu’ era umano in qualche modo?

Luglio 10th, 2008

 

Marco, piu’ di ogni altro scrittore, preserva una vista dell’umanità’ di Gesu’ nella narrazione della Passione. La sua preghiera nel Getsemani puo essere il miglior esempio: “Abba, Padre, ogni cosa ti e’ possibile: allontana da me questo calice. ” (Marco 14:36). Tramite la sua narrativa, Marco informa quelli che ascoltano la storia che Gesu’ aveva bisogno di dormire, mangiare, star da solo, e, naturalmente, pregare-fare queste cose e’ umano.

Se il racconto che Marco fa della storia e’ basato sui ricordi di Pietro, possiamo vedere una pittura descritta basata  sui ricordi di Pietro. Se e’ cosi’ possiamo apprezzare il ritratto franco presentato qui, che e’ particolarmente critico di Pietro stesso. Ci si dovrebbe ricordare che il nome vero di Pietro era Simone.  Gesu’ lo soprannomino’ Pietro (dal greco o latino ) o Cefa (dall’ebraico o aramaico ), che vuol dire “roccia, o pietra .” In Marco, Pietro e’ sempre chiamato col suo nuovo nome , fino al punto in cui Gesu’ gli dice : “Simone, dormi?” (Marco 14:37); enfasi aggiunta). Forse l’uso di Gesu’ di Simone invece che Pietro e’ significativo del fatto che Pietro, non e’ ancora diventato la roccia .

Marco ritrae l’agonia di Gesu’ nel Getsemani in un linguaggio chiaro e commovente. Gesu’ e’ il figlio di Dio, tuttavia e’ dotato del desiderio umano di vivere, di evitare sofferenza e morte. Il nome che Egli usa nel suo grido a Dio, Abba (Padre), sottolinea il pathos di questa tragica scena. Un’altra traduzione della Bibbia arriva al punto in un modo diverso, che puo’ aiutarci non solo a sentire quello che dice la scrittura, ma anche a capirla meglio; “Quindi prese con se Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò ad essere preso da timore e angoscia.

E disse loro ‘L’anima mia e’ triste sino alla morte rimanete qui e vegliate’ . E andato poco avanti si getto’ a terra e pregava che se fosse possibile, si allontanasse da lui quell’ora.  E disse ‘Abba padre, ogni cosa ti e’ possibile . allontana da me questo calice ! Pero’, non cio’ che io voglio, ma cio’ che tu vuoi ” (Marco 14:33-36 ).

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Com’era fatto Gesù ?

Luglio 10th, 2008

Le lettere apocrife che danno una descrizione fisica di Gesu’ sono da lungo tempo  state riconosciute come non autentiche . Gli autori post-Neo Testamentari spesso lasciavano vagare la loro immaginazione su temi che, o non erano chiari, o erano totalmente assenti dal Nuovo Testamento stesso, fornendo ai loro lettori informazioni che gli autori del Nuovo Testamento non avevano fornito.

Matteo, Marco, Luca, e Giovanni molto probabilmente non avrebbero mai immaginato che i lettori del ventunesimo secolo sarebbero stati interessati all’altezza di Gesu’, la  lunghezza dei suoi capelli, il colore degli occhi, o il colore della sua barba- se –  ne aveva una.

Spesso c’e’ una sottile tensione fra l’ idea di Gesu’ come modello di perfezione mentale e fisica e l’ idea espressa in Isaia che quando lo vedremo, “ non c’era nessuna apparenza da farcelo desiderare” (Isaia 53:2). Questo passaggio suscita  alcune questioni interessanti . Cosa vuol dire Isaia quando dice che il Messia mortale non avrebbe avuto “nessuna bellezza”? E dovremmo considerare che il Gesu’ mortale puo’ aver avuto un aspetto che era diverso dal Signore risorto fisicamente perfetto?

Nel tempo la deita’ e’ stata ritratta come una diretta manifestazione della perfezione fisica e mentale di una data cultura. Perciò gli artisti occidentali basano il loro modo di vedere Cristo  sulla loro propria cultura e la loro società e non sulla cultura e la società del I secolo nella Palestina ebraica. Un’immagine fissata o standard di Gesu’ fu creata  dalla cultura occidentale nel tardo medioevo, e sebbene tutte le società abbiano modificato leggermente quell’immagine, la rappresentazione basilare e’ rimasta da allora quasi costante. Naturalmente, queste immagini sono basate sui dipinti degli artisti che non conoscevano per esperienza personale com’era Gesu’ , e non avevano neppure accesso ad un’autentica descrizione scritta da qualcuno che lo aveva incontrato.

Le persone in antichità erano si solito soggette a malattie, non c’erano cure dentarie, e mancavano di opportunità quotidiane di igiene, che molti occidentali hanno e che si aspettano (per esempio lo shampoo). A causa di restrizioni della dieta, in genere erano di statura inferiore a quelli che vivono oggi.

Dopo tutto Gesu’ era un ebreo che visse nel medioevo piu’ di duemila anni fa. Parlava una lingua diversa e viveva in una cultura che in molti modi era aliena dalle nostre culture moderne.

Aveva esperienze culinarie limitate una mancanza, non solo di varietà nella dieta ma anche di qualità e di quantità (come la carne fresca). Probabilmente non avrebbe incontrato i nostri moderni standard di un cambio quotidiano di abiti puliti. E le sue abitudini di lavarsi, basate sulla sua cultura, non sarebbero certo state simili alla nostra corrente ossessione per la pulizia. Il suo accesso alla cure medica e dentale era limitata, secondo i nostri standard, e come molti concittadini di Nazaret e Cafarnao, raramente provava le tecniche romane avanzate che si potevano trovare a Gerusalemme o nelle citta’ piu’ grandi dell’impero. Molto probabilmente era piccolo di statura, paragonato a molti uomini oggi, e aveva una carnagione olivastra , lineamenti angolosi, ciglia prominenti, occhi castani, capelli neri o castani, e la barba nera o castana, sebbene potessero esserci fra i giudei alcuni geni recessivi di occhi blu e capelli rossi.

 

 

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Cosa sono i vangeli sinottici ?

Luglio 10th, 2008

Fra i quattro vangeli canonici , Matteo, Marco e Luca sono a volte chiamati “vangeli sinottici .” Letteralmente, sinottico vuol dire “con lo stesso occhio” con riferimento al fatto che questi vangeli condividono lo stesso materiale e sono connessi strettamente l’uno all’altro.

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Gesu’ Cristo

Luglio 10th, 2008

 Perche’ Gesu’ e’associato a Nazaret?

Nazaret, un paesino dell’alta  Galilea, fu il villaggio dell’infanzia di Gesu’. Secondo il Nuovo Testamento Giuseppe e Maria, tornarono la’ qualche tempo dopo la nascita di Gesu’ a Betlehem, una piccola citta’ della Giudea del sud. (Matteo 2:23). Dalla giovinezza di Gesu’ sino a quando egli raggiunse i trent’anni, Nazaret fu la sua casa.

In quel periodo non era insolito per una persona essere identificata con la citta’ in cui essa era nata o viveva  (vedere per esempio Luca 8:2 dove e’ menzionata Maria di Magdala ). Come risultato, Gesu’ e’ identificato con Nazaret circa diciassette volte nel Nuovo Testamento come “Gesu’ di Nazaret.”

Persino alla sua morte, sebbene avesse lasciato  Nazaret quasi tre anni prima, Gesu’ fu identificato con il piccolo villaggio lontano dalle strade principali delle colline di Galilea:   “E Pilato fece anche un’iscrizione, e la pose sulla croce. E vi era scritto: Gesu’ di Nazaret Re dei Giudei ” (Giovanni 19:19).

Qualche tempo dopo  passata la resurrezione,  Pietro cominciò ad estendersi oltre il suo popolo, quando visito’ il centurione romano Cornelio a Cesarea Marittima, per condividere la “buona novella.” In questa riunione, Pietro inizio’ il suo famoso sermone  con l’identificazione geografica del paese dell’adolescenza di Gesu’ :“Dio unse di Spirito Santo e di potenza Gesu’ di Nazaret : il quale ando’ attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano oppressi dal diavolo perche’ Dio era con lui ” (Atti 10:38). Mentre il lavoro missionario dei discepoli si spargeva attraverso il bacino del Mediterraneo  e il vicino oriente, molte persone molto lontane dalla terra santa appresero di  Gesu’ di Nazaret.

Oltre alla connessione tradizionale del nome a un luogo, Matteo credeva che l’identificazione di Gesu’ a Nazaret fosse gia’ nota ai primi profeti ebrei :“Egli venne e dimoro’ in una citta’ chiamata Nazaret: affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti. Egli sara’ chiamato nazareno”  (Matteo 2:23).

 

 

Nazaret come puo’ essere apparsa durante il primo secolo d.C. Usata col permesso di  Balage Balogh.

 Il ritorno del Re [Matteo 2:19-23 ]
Questo terzo passaggio in Matteo 2 inizia con la stessa struttura che troviamo nel precedente riguardo alla fuga in Egitto – l’ angelo del Signore appare a Giuseppe  in sogno e gli da’ l’ordine di alzarsi e prendere il bambino e la madre e tornare nella terra d’Israele, al cui comando Giuseppe si alza e fa esattamente come gli e’ detto (notare il linguaggio parallelo nei versetti. 14 e 21). Tornare in Giudea era veramente una buona idea, poiche’ il figlio di Erode Archelao governava la’, e cosi’ essendo stato avvertito di cio’ in sogno, egli si ritiro’ nel “distretto” di Galilea, andando a vivere nella cittadina di Nazaret. Anche questo e’ visto come un  adempimento della Scrittura, ma notate che qui i profeti (plurale) sono citati per aver detto “egli sara’ chiamato  Nazareno.”
E’ stato difficile trovare una scrittura o persino una combinazione di scritture che contengano queste parole. Un suggerimento ingegnoso e’ che Isaia 11:1 sia sullo sfondo ,  esso parla del “ramo” NZR dal ceppo di Isai, un riferimento alla figura messianica a cui ci si riferiva come Emmanuele in Isaia 7:14. In favore di questa associazione e’ il fatto che a   Qumran, il “ramo” in questo passaggio era interpretato anche messianicamente  (1QH 6.15: 7.6-19).
Sebbene si usasse per ramo una diversa parola ebraica questo stesso modo di parlare di una figura messianica si trova in Geremia 23:5; 33:15; Zaccaria 3:8 e 6:12.
Cio’ che stiamo vedendo e’ veramente un uso midrashico del Vecchio Testamento,  e la combinazione di tale materia scritturale con le storie di Gesu’ intrecciate insieme, e’ stata chiamata una midrashica haggadah, ma sarebbe stato meglio chiamarla midrash e haggadah (narrativa), perche’ non abbiamo nessun motivo di pensare che la storia stessa sia stata  ricamata tranne per le aggiunte creative e i rimaneggiamenti del Vecchio Testamento.

Un altro suggerimento e’ che  Matteo ha in mente la nozione di essere un Nazireo, che e’ il termine sostituto per “uno messo a parte” o un “consacrato al Signore” nel LXX (cf. Isa 4:3; Giudici 13:5-7; 16:17). Gesu’ allora e’ visto come uno consacrato a Dio, una conclusione che potrebbe trovare sostegno in Matteo 19:10-12 se Gesu’ si sta riferendo a se stesso.

Comunque la solita caratterizzazione di Gesu’ come uno che mangiava e bevevo con i peccatori e alle nozze (cf. Giovanni 2 a Marco 1-3) non supporta la nozione che egli avesse preso i voti da nazireo. Questo suggerimento allora sembra meno probabile che la connessione all’oracolo del ramo.

In superficie  l’impressione lasciata da questo resoconto e’ che Giuseppe e la sua famiglia stanno andando a Nazaret per la prima volta. Cio’ che e’ strano in questa storia e’ che naturalmente un altro figlio di Erode, Erode Antipa, stava governando in Galilea, cosi’ perche’ la Galilea sarebbe dovuta essere meglio della Giudea per la famiglia? Ma allora uno si deve chiedere anche perche’ Giuseppe si sarebbe recato in un posto cosi’ fuori mano a meno che la’ non avesse  dei parenti. O il luogo fu scelto precisamente perche’ in una citta’ tra 500 e 1,500 abitanti al piu’ avrebbero potuto sparire o passare inosservati? E’ una cittadina in mezzo al niente menzionata nel Vecchio Testamento o in antiche fonti ebraiche , che puo’ spiegare perche’ erano necessarie delle ginnastiche esegetiche per connettere questo spostamento a Nazaret al Vecchio Testamento.  Sebbene molti studiosi pensano che sia difficile riconciliare questo resoconto con cio’ che dice Luca 2:39-40 , che suggerisce che la famiglia di Gesu’ veniva originariamente da Nazaret, entrambi i resoconti concordano su questo punto chiave che Gesu’ crebbe a Nazaret e fu chiamato Gesu’ di Nazaret. E’ interessante che una delle caste dei sacerdoti  fu posta la’ dopo la caduta di Gerusalemme del AD 70, il,che suggerisce che il luogo era visto come un luogo ritualmente puro.

Ben Witherington III, Matthew, (Macon: Smyth & Helwys Publishing, 2006) . 71-2Ben Witherington III is Professor of New Testament Interpretation at Ashbury Theological in Wilmore, Kentucky.
 
 
 

 

 
 
 
 
 

 

 

 

Citta’, paesi e villaggi : Nazaret

Le citta’, come luogo di dimora di elites, dominavano il panorama sociale e geografico dell’antichità’ greco-romana. Le elites costruivano, controllavano, e abitavano le citta’ . Cesarea e Gerusalemme, naturalmente, erano i maggiori centri urbani della Giudea.  Erode il Grande costruì Cesarea per fornire un porto sulla costa della Palestina e una monumentale dichiarazione di lealtà a Cesare Augusto. Le citta’ piu’ grandi della Galilea di Gesu’ includevano Sepphoris [moderna Zippori] e Tiberiade. Queste citta’ furono fondate da Erode Antipa ed erano i quartieri generali degli ufficiali di Erode. Non sorprende, in vista dell’interesse degli spostamenti di Gesu’, che non siano mai menzionate nei vangeli. Cafarnao, Tarichese (Magdala), e Cana erano citta’ amministrative per la pesca e l’agricoltura. I contadini della zona della Galilea vivevano in villaggetti come Nazaret o Nain.

K.C. Hanson e Douglas E. Oakman, Palestine in the time of Jesus: Social Structures and social Conflicts (Minneapolis: Fortress Press, 1998), 116-117

K.C. Hanson ha insegnato studi biblici alla Episcopal Theological School e alla School of Theology at Claremont, Creighton University and St. Olaf College

Douglas E. Oakman e’ decano di Humanities e professore di Religione at Pacific Lutheran University, Tacoma, Washington

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Trovare pace in Gesu’ Cristo

Luglio 10th, 2008

Gesu’ Cristo e’  l’autore della pace, il Principe della pace. In questo laboratorio di apprendimento della mortalità troviamo che la pace viene appena noi lo mettiamo al primo posto nella nostra vita. Veniamo a sapere che Egli vive, che ha veramente pagato il prezzo dei nostri peccati , la nostra povera visione, le nostre debolezze, offrendo personalmente per ognuna di queste cose, e che e’ diventato il nostro Avvocato con il Padre, tramite il Suo sacrificio espiatorio per abilitarci, sollevarci, salvarci e redimerci. Solo lui puo’ portarci la pace tramite il dono dello Spirito Santo.

Le parole del Salvatore sono letterali e sono per voi e me : “Vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do non come la da’il mondo . Il vostro cuore non sia turbato, e non si spaventi .” (Giovanni 14: 27).

Gesu’ Cristo vuole che noi abbiamo riposo e mentre sentiamo il suo amore, ci sentiamo guidati lungo “acque chete”. Possiamo sentire questo persino nel torrente della tribolazione, e nei venti feroci dei mari in tempesta, in vari periodi della nostra vita. Quando pensiamo che Dio ci ha voltato la schiena chiediamoci come, o perche’ potrebbe permettere a un certo innocente di soffrire fisicamente o emotivamente, possiamo scoprire che e’ sempre di fronte a noi. Non si distrae mai. Non ci abbandona mai; Non e’ mai causa di percosse o ingiurie, ma a volte permette  al male che altri fanno di interferire, in modo che i malvagi possano  essere giudicati poiche’ nessuno puo’ essere costretto ad essere suo seguace e amico. Coloro che volontariamente infliggono il male soffriranno fino a quando non si pentiranno. Mentre la misericordia di Cristo e’ perfetta, la richiesta della giustizia si stende in questa vita e nella prossima.

Usurpare il libero arbitrio, anche se cio’ volesse dire portare via tutte le conseguenze del male minerebbe il piano per la vostra e la mia felicità eterna. Non esiste una cosa detta “bene costretto.” Se fossimo costretti ad obbedire ad ogni cosa, non cresceremmo mai. Saremmo robot  spirituali e emotivi che passano attraverso i movimenti in un modo di vita superficiale. Poiche’ il piano e’ piu’ grande e migliore di cosi’ cosi’ lo e’ anche il rischio e l’occasione della sofferenza. Tutto cio’, comunque sara’ superato dal Salvatore.

Se vi state chiedendo quanto vi sia vicino Cristo nelle vostre  prove specifiche, riflettete un momento su queste parole di Truman Madsen, educatore mormone :

“Nessun ammontare di abuso mortale puo’ spegnere la scintilla divina. Se solo voi sapeste chi siete e che cosa  avete fatto, e come vi siete procurati i privilegi della mortalità, e non solo della mortalità, ma di quest’epoca , di questo luogo, di questa dispensazione, e i compagni che si sono incrociati e hanno fatto parte della nostra vita; se sapeste ora la visione che avevate allora di cosa potevano produrre questi triboli, queste prove (che nei miei momenti amari chiamo vicoli ) della mortalità ; Se sapeste il potere latente, infinito che e’ racchiuso e nascosto adesso per il vostro bene –se sapeste queste cose non dareste mai piu’ retta alle umiliazioni  che si vendono a un centesimo la dozzina nella nostra cultura di oggi. Ovunque….il rinnegamento del valore e della dignità dell’uomo .” (Truman Madsen, The Highest in Us, Bookcraft, 1978, p.12.)

Se non sapete chi e’ Gesu’ Cristo, se vi e’ stato insegnato che e’ solo un uomo, se dentro di voi avete delle meraviglie e dei rimescolii, vi invitiamo a dare uno sguardo piu’ da vicino alla sua vita, ai suoi vangeli, ai suoi insegnamenti, e a chiedere a Dio se  Gesu’  e’ suo figlio , attraverso il quale potete trovare tutto quel che avete bisogno per essere felice oppure no.

Vi testimonio che Egli e’ la risposta se state cercando di trovare pace. E’ il vostro avvocato. Conoscerlo e’ alla vostra portata. “In un  mondo sempre piu’ ingiusto, per sopravvivere e persino trovare felicità e gioia, non importa quel che accade, dobbiamo chiarire la nostra posizione e stare inequivocabilmente dalla parte del Signore. ” (James E. Faust, apostle, Ensign, Nov. 2004, 18.)

 

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Il duplice effetto dell’espiazione

Luglio 10th, 2008

 Tramite l’espiazione compiuta da Gesu’ Cristo —un servizio di redenzione, reso per procura, per il benessere dell’umanità’, per tutti coloro che si sono estraniati da Dio a causa degli effetti del peccato sia ereditato che commesso individualmente —la via e’ aperta per una riconciliazione per cui l’uomo puo’ tornare in comunione con Dio, ed essere reso capace di dimorare nuovamente e per sempre alla presenza del suo Padre eterno.

Questo pensiero di base e’ implicato nella parola inglese, “atonement,” che, come attestano le sillabe , e’ at-one-ment, “denotando riconciliazione, o il congiungere in accordo di quelli che si sono estraniati.” (New Standard Dictionary sotto “propiziazione.”) L’ effetto dell’espiazione puo’ essere considerato convenientemente duplice:

1—La redenzione universale della razza umana dalla morte,  evocata dalla caduta dei nostri progenitori ; e,

2— La Salvezza, per cui sono forniti dei mezzi di soccorso dai risultati del peccato individuale.

La vittoria sulla morte fu resa manifesta nella resurrezione del Cristo crocifisso; Egli fu il primo a passare dalla morte all’ immortalità e cosi’ conosciuto a ragione come “la primizia di coloro che dormono.” (1 Corinzi 15:20; vedere anche Atti 26:23; Colossesi 1:18; Apocalisse 1:5) Che la resurrezione dei morti cosi’ inaugurata dev’essere estesa ad ognuno che sia vissuto o che vivrà e’ provata dall’abbondanza di evidenze scritturali. Dopo la resurrezione di nostro Signore, altri che hanno dormito nella tomba risorsero e furono visti da molti, non come apparizioni di spiriti, ma come esseri risorti in possesso di corpi  resi immortali: “i sepolcri si aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono e, usciti dai sepolcri dopo la resurrezione di Gesu’ entrarono nella santa citta’ e apparvero a molti .” (Matteo 27:52-53)

 Quelli che vennero fuori in questo modo furono chiamati “santi”; e altre scritture confermano il fatto che solo i retti usciranno fuori alla prima resurrezione ancora da compiersi; ma che tutti i morti, a turno, riprenderanno corpi di carne e ossa e’ una cosa indubbia a causa della parola rivelata. La diretta affermazione del Salvatore dovrebbe essere conclusiva : “In verita’, in verita’, vi dico, l’ora viene, anzi e’ venuta che i morti udranno la voce, del Figlio di Dio e coloro che l’avranno udita vivranno…. Non vi meravigliate di questo, perche’ l’ora viene in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce  e ne usciranno; quelli che hanno fatto il bene in risurrezione di vita, e quelli che hanno fatto il male in risurrezione di condanna”  (Giovanni 5:25, 28-29). La dottrina di una risurrezione universale  fu insegnata dagli antichi apostoli, (vedere Atti 24:15; Apocalisse 20:12-13) e anche dai profeti nefiti (vedere 2 Nefi 9:6, 12-13, 21-22; Helaman 14:15-17; Mosia 15:20-24); e la stessa e’ confermata dalla rivelazione incidente alla dispensazione presente. (vedere D&A 18:11-12; 45:44-45; 88:95-98) persino i pagani che non hanno conosciuto Dio saranno tratti dalle loro tombe; e, anche se sono vissuti e morti ignorando la legge salvifica, viene fornito loro un piano di salvezza. “E allora le nazioni pagane saranno redente, e coloro che non conobbero legge avranno parte alla prima resurrezione (D&A 45:54).

Giacobbe, un  profeta nefita, insegno’ l’universalità’ della resurrezione, ed espose il bisogno assoluto di un redentore, senza la quale gli scopi di Dio nella creazione dell’uomo sarebbe futile. Le sue parole costituiscono un sommario conciso e forte della verita’ rivelata trattando direttamente questo soggetto:

“Poiche’ come la morte e’ venuta a tutti gli uomini, per adempiere il piano misericordioso del grande creatore, e’ necessario che vi sia un potere di resurrezione, e la resurrezione e’ necessario che venga all’uomo a causa della Caduta; e la Caduta venne a causa della trasgressione; e poiche’ l’uomo divenne decaduto essi furono recisi dalla presenza del Signore; Pertanto e’ necessario che vi sia un’espiazione infinita, e se non fosse un’espiazione infinita questa corruzione non potrebbe rivestirsi di incorruttibilità. Pertanto, il primo giudizio che cadde sull’uomo avrebbe dovuto necessariamente restare per un tempo infinito. E se cosi’ fosse, questa carne avrebbe dovuto giacere per marcire e decomporsi  nella madre terra, per non risorgere mai piu’. Oh, la saggezza di Dio la sua misericordia e la sua grazia! Poiche’, ecco, se la carne non dovesse piu’ risorgere, il nostro spirito dovrebbe divenire soggetto a quell’angelo che cadde dalla presenza dell’eterno Iddio, e divenne il diavolo per non risorgere mai piu’. E il nostro spirito avrebbe dovuto divenire  come lui, per noi divenire  diavoli, angeli di un diavolo, per essere esclusi dalla presenza del nostro Dio,  e per rimanere con il padre delle menzogne nell’infelicità’, come lui stesso; con quell’essere che ingannò i nostri primi genitori, che si trasforma quasi in un angelo di luce e istiga i figlioli degli uomini verso associazioni segrete di omicidio e ogni sorta di tenebrose opere segrete.

O com’e’ grande la bonta’ del nostro Dio, che ci prepara una via per sfuggire alla stretta di quest’orribile mostro; si’ quel mostro morte e inferno, che io chiamo la morte del corpo, e anche la morte dello spirito.

E grazie anche alla via di liberazione del nostro Dio, il Santo di Israele, questa morte di cui ho parlato che e’  quella temporale, restituirà i suoi morti; la qual morte e’ la tomba. E questa morte di cui ho parlato, che e’ la morte spirituale, restituirà i suoi morti; la qual morte spirituale e’ l’inferno; pertanto, la morte  e l’inferno  debbono restituire i loro morti, e l’inferno deve restituire i suoi spiriti prigionieri, e il corpo e lo spirito degli uomini saranno ricongiunti l’uno all’altro;  e cio’ sara’ per il potere di resurrezione del Santo d’Israele. Oh, quanto e’ grande il piano del nostro Dio! Poiche’ d’altro canto il paradiso di Dio, dovrà restituire gli spiriti dei giusti, e la tomba restituire i corpi dei giusti; e lo spirito e il corpo e’ ricongiunto nuovamente a se stesso, e tutti gli uomini diventano incorruttibili, e immortali, e sono anime viventi, che hanno una conoscenza perfetta come noi nella carne; salvo che la nostra conoscenza sara’ allora perfetta.” (2 Nefi 9:6-13)

L’applicazione dell’espiazione alle trasgressioni individuali, attraverso la quale il peccatore  puo’ ottenere l’assoluzione  obbedendo alle leggi e alle ordinanze incorporate nel vangelo di Gesu’ Cristo e’ in conclusione attestata dalle scritture. Poiche’ il perdono dei peccati non puo’ essere assicurato in nessun altro modo, non essendoci ne’ in terra ne’ in cielo alcun nome  salvo quello di Gesu’ Cristo tramite il quale la salvezza possa venire ai figli degli uomini (vedere Mosia 3:17) ogni anima sta in bisogno della mediazione del Salvatore poiche’ tutti sono peccatori. “Perche’ tutti hanno peccato e manca loro la Gloria di Dio ”, disse l’antico Paolo, (Romani 3:23) e l’apostolo Giovanni aggiunse la sua testimonianza in queste parole : “Se diciamo che non abbiamo alcun peccato inganniamo noi stessi e la verita’ non e’ in noi” (1 Giovanni 1:8)

Chi metterà in dubbio la giustizia di Dio, che nega la salvezza a tutti coloro che non adempiono le condizioni prescritte necessarie ad ottenerla ? Cristo e’ “l’ autore della salvezza eterna a tutti gli obbedienti”, (Ebrei 5:9) e  Dio “renderà ad ogni uomo secondo le sue opere: la vita eterna a coloro che perseverando nel fare il bene cercano gloria, onore e immortalità: a coloro invece che contendono, e non ubbidiscono alla verita’, ma ubbidiscono all’ingiustizia  spetta, indignazione e ira, tribolazione e angoscia, spetta a ogni anima d’uomo che fa il male.” (Romani 2:6-9)

Tale allora e’ il bisogno di un redentore, perche’ senza di Lui l’umanità’ resterebbe in uno stato decaduto, e la speranza di un progresso eterno sarebbe inevitabilmente perduta. La prova mortale e’ fornita come un’opportunità’ di avanzamento; ma le difficoltà e i pericoli sono cosi’ tante e cosi’ forte e’ l’influenza del male nel mondo, e cosi’ debole e’ l’uomo nella sua resistenza, che senza un potere piu’ alto dell’umanità’ nessuna anima avrebbe trovato la via del ritorno a Dio da cui e’ venuta. Il bisogno di un redentore giace nell’incapacità’ dell’uomo di alzarsi dal piano temporale a quello spirituale, dal regno piu’ basso a quello piu’ alto. In questa concezione non siamo senza analogie nel mondo della natura. Riconosciamo una distinzione fondamentale fra materia animata e inanimata e materia vivente, tra l’organico e l’inorganico, tra il minerale inanimato da una parte e la pianta vivente o un animale dall’altro. Nell’ambito delle limitazioni del suo ordine il minerale morto cresce tramite l’accrescimento della sostanza, e puo’ ottenere una condizione relativamente perfetta di struttura e forma, come si vede nel cristallo. Ma la materia minerale, sebbene lavorata dalle forze favorevoli della natura —luce, calore, energia elettrica e altre—non puo’ mai diventare un organismo vivente; ne gli elementi morti possono, tramite qualsivoglia processo di combinazione chimica dissociata dalla vita, entrare nei tessuti della pianta come parti essenziali. Ma la pianta, che e’ di un ordine piu’ alto, manda le sue radici nella terra, sparge le sue foglie nell’atmosfera, e tramite questi ordini assorbe le soluzioni del suolo, inspira i gas dell’aria e da tali materiali senza vita, intesse il tessuto della sua meravigliosa struttura.

Nessuna particella minerale, nessuna sostanza chimica morta  e’ mai stata un costituente di tessuto organico tranne attraverso l’arbitrio della vita.Forse, possiamo portare un po’ oltre l’analogia. La pianta e’ incapace di stendere il proprio tessuto al piano animale. Sebbene sia l’ordine riconosciuto della natura che il  “regno animale”  sia dipendente dal “regno vegetale” per il suo sostegno, la sostanza della pianta puo’ diventare parte dell’organismo animale solo mentre quest’ultima scende dal suo piano piu’ alto e tramite la sua azione vitale incorpora il composto vegetale in se stessa. A sua volta la materia animale, non puo’ divenire, persino transitoriamente, parte di un corpo umano, tranne mentre l’uomo vivo l’assimila, e tramite i processi vitali della sua propria esistenza solleva, per il tempo futuro, la sostanza dell’animale che gli ha dato cibo al piano piu’ alto della sua esistenza. Il paragone impiegato qui e’ assurdo, se portato al di la’ dei limiti ragionevoli di applicazione; perche’ il passaggio della materia minerale al piano della pianta, del tessuto vegetale al livello dell’ animale, e l’elevazione di entrambi al piano umano non e’ altro che un cambiamento temporaneo; con la dissoluzione dei tessuti piu’ alti la materia cioè ricade al livello dell’inanimato e del morto. Il paragone puo’ essere carente, ma, per illustrare l’analogia ha un certo valore.

Cosi’, perche’ l’uomo avanzi dal suo presente stato caduto e relativamente degenerato alla condizione piu’ alta di vita spirituale,  deve cooperare un potere piu’ in alto del suo. Tramite l’ operazione delle leggi che operano nel regno piu’ alto l’uomo puo’ essere raggiunto e innalzato; lui stesso non puo’ essere innalzato solo coi suoi sforzi, senza aiuto. Un redentore e salvatore dell’umanità’ e’ al di la’ di tutte le questioni, essenziale alla realizzazione del piano del Padre eterno, “per portare a compimento l’  immortalità e la vita eterna dell’uomo ”; (Mose’ 1:39) e quel Redentore e Salvatore e’ Gesu’ il Cristo, oltre il quale, non c’e’ e non ci puo’ essere nessun altro.

James Talmage, Jesus the Christ

Gesu’ Cristo, credenze mormoni, salvezza, Espiazione, la resurrezione di Gesu’ Cristo

 

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Un tavolo sacramentale vuoto

Luglio 10th, 2008

Una domenica mattina il nostro figlio adolescente stava con altri due sacerdoti per amministrare il  sacramento, come avevano fatto in altre occasioni precedenti. Essi tolsero la tovaglia bianca, ma con loro sgomento non c’era pane. Uno di essi scivolò fuori verso la stanza di preparazione nella speranza di poter trovare un po’ di pane.  Non ce n’era . Alla fine nostro figlio turbato si diresse verso il  vescovo e condivise la sua preoccupazione con lui. Un saggio vescovo allora si alzo’, spiego’ la  situazione alla congregazione, e chiese: “Come sarebbe se il tavolo del sacramento oggi fosse vuoto perche’ non c’e’ stata l’Espiazione ?” Ho pensato spesso a cio’–cosa sarebbe stato se non ci  fosse pane perche’ non c’era stata la crocefissione, ne’ acqua perche’ non c’era stato alcun versamento di sangue? Se non ci fosse stata alcuna espiazione, quali sarebbero state le conseguenze per noi? Naturalmente la questione adesso e’ discutibile, ma mette in prospettiva la nostra dipendenza totale  al Signore. Porsi questa domanda e rispondere ad essa acuisce la nostra consapevolezza del Salvatore e, l’apprezzamento per Lui.  Cosa sarebbe successo anche ai retti, se non ci fosse stato alcun sacrificio espiatorio, colpisce nelle profondità delle emozioni umane.

Primo: non ci sarebbe alcuna resurrezione, o come suggerito nel linguaggio esplicito di Giacobbe : “Questa carne avrebbe dovuto giacere per marcire  e decomporsi nella madre terra, per non risorgere mai piu’” (2 Nefi 9:7).

Secondo: I nostri spiriti sarebbero diventi soggetti al diavolo. Egli avrebbe avuto “tutto il potere su di te” e “suggellarti suo” (Alma 34:35). Infatti saremmo diventati come lui si’, come “angeli del diavolo” (2 Nefi 9:9).

Terzo: saremmo stati “esclusi dalla presenza del nostro Dio” (2 Nefi 9:9), per restare per sempre col padre delle menzogne .

Quarto: avremmo dovuto “sopportare un tormento finale ” (Mosia 2:39).

Quinto: saremmo stati senza speranza, perche’ se “Cristo non e’ risuscitato, allora la nostra predicazione e’ dunque vana, ed e’ vana anche la vostra fede. . . . Se noi speriamo in Cristo in questa vita soltanto, siamo i piu’ miserabili di tutti gli uomini ” (1 Corinzi 15:14, 19). . . .

Senza l’espiazione, l’opinione fatalista di Macbeth sulla vita sarebbestata tragicamente vera; sarebbe una commedia senza alcuno scopo :

La vita non e’ altro che un’ombra in cammino

Un povero attore che si agita e pavoneggia per un’ora sul

Palcoscenico e del quale poi non si sa piu’ nulla

E’ un racconto ntrrato da un idiota pieno di strepito e di furore ,

E senza alcun significato  (William Shakespeare,  Macbeth, 5.5.24-28)

 

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Cosa credono i mormoni sulla santita’ ?

Giugno 18th, 2008

Risposta personale di Karen R. Merkley

I mormoni credono che i veri seguaci di Cristo sono contati come “santi” – quelli che lo hanno seguito nel battesimo per immersione tramite il potere del Suo sacerdozio come detenuto dai membri della chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni che sono stati ordinati e che continuano nel sentiero della rettitudine. I membri della chiesa di Cristo stabilita quando Egli era sulla terra sono i primi santi, e i membri della Sua chiesa oggi sono chiamati “Santi degli Ultimi Giorni .” Molti di tutte le fedi vivono una vita cristiana e sono santi e buoni. Il termine letterale, “santo,” o “santo degli ultimi giorni,” comunque, nella nostra teologia e’ riservato a quelli che si qualificano come sopra descritto.

I mormoni non beatificano (proclamare beati in un senso formale ) o canonizzano (dichiarare uno stato piu’ alto di santita’) qualcuno che sia un membro della chiesa . Neppure preghiamo tramite, o ad altri che sono passati da questa vita ed entrati nel mondo degli spiriti, aspettando la resurrezione. Mentre noi, come i cattolici crediamo, che i trapassati siano molto interessati a quello che accade nella nostra vita, non chiediamo direttamente quella intercessione; non abbiamo cio’ che i cattolici potrebbero chiamare “santi patroni.” Quando preghiamo Dio padre per la Sua assistenza, essa ci e’ garantita , tramite il Suo potere e il Suo Spirito per opera di quelli che Egli incarica da ogni lato del velo della mortalita’.

Il soggetto si e’ riaffacciato ultimamente in apparenza perche’ il papa Giovanni Paolo II ha beatificato piu’ santi di tutti gli altri papi messi insieme, includendo quelli di altre nazioni non riconosciuti in precedenza come santi. Nella fede cattolica, i santi si qualificano per la canonizzazione se hanno condotto una vita di “eroica santita’,” e sono stati reputati nel loro servizio, ed hanno compiuto almeno due miracoli . Questi miracoli, secondo la fede cattolica devono essere guarigioni permanenti, istantanee, e di mostrabili o, attribuibili a nessun altra causa che non sia la fede del leader. Alla luce della dottrina SUG o mormone, i miracoli di guarigioni di questa natura capitano spesso tramite il potere del sacerdozio di Dio. Gli anziani benedicono i malati e quelli “non destinati a morire” spesso sono guariti da nessun altro potere che quello di Dio tramite la sua assistenza. Oltre ai miracoli di guarigione , i Mormoni credono in miracoli dove il Signore intercede per affrettare la Sua opera , dove Egli apre porte prima chiuse, dove fa risorgere i morti alla vita, trasforma, opera soluzioni miracolose, crea circostanze, e opera tramite leggi eterne in modo meraviglioso per far avverare i Suoi scopi e la redenzione di ognuno dei Suoi figli.

I mormoni credono che i miracoli seguono i santi che credono, e che quelli che sono ordinati al sacerdozio di Cristo hanno accesso al Suo potere che fa scaturire miracoli secondo il necessario e secondo la Sua volonta’ su una base continua .

Noi crediamo anche che molti altri di altre religioni possono esercitare la loro fede e vedere la mano di Dio in modi miracolosi. Ma I miracoli in cui I potere del cielo sono attirati in virtu’ del sacerdozio esistono solo nell’ambito della chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni .

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I mormoni hanno qualcosa a che fare con la setta poligama del Texas ?

Giugno 18th, 2008

Risposta personale di Karen R. Merkley

I mormoni, membri della chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni , non hanno nulla a che fare con la setta poligama del Texas, recentemente famosa grazie alla stampa nazionale, e internazionale . Vogliamo dichiarare che tutti quelli che praticano la poligamia oggi non sono mormoni, essi sono fondamentalisti o membri di altri gruppi religiosi che sfidano gli insegnamenti del Salvatore ai giorni nostri e che non sono in alcun modo riconducibili alla chiesa di Gesu’ Cristo. Cio’ e’ vero per questa setta poligama del Texas e di tutti gli altri gruppi che si sono formati nell’ovest e in varie parti del mondo.

Come Mike Otterson degli Affari pubblici SUG ha affermato, abbiamo gia’ parlato di questa distinzione abbastanza chiaramente in passato, e lo ripetiamo alla stampa e a tutti coloro che sono desiderosi di conoscere i fatti, e la realta’ delle dottrine e pratiche dei mormoni praticanti, in tutto il mondo.

Percio’ chiediamo alla stampa e al pubblico, di dissociare i termini “Mormone” e “poligamo” e “Mormone” e “fondamentalista” quando vi si riferiscono a chiunque pratichi la poligamia ai nostri giorni . E’ una violazione sia del nostro credo che della nostra legge civile.

Gli insegnamenti del Salvatore ai giorni nostri includono il matrimonio monogamo fra un uomo e una donna. Ci opponiamo anche ai matrimoni omosessuali mentre estendiamo una mano di aiuto a quelli che vogliano superare l’attrazione per quelli del loro sesso.

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Che cos’e’ Dottrina ed Alleanze ?

Giugno 18th, 2008

Risposta personale di Richard Holzapfel

I membri della chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (Mormoni o Santi degli Ultimi Giorni ), come gli altri cristiani, accettano sia il vecchio che il nuovo Testamento come sacra scrittura. Inoltre, accettano il Libro di Mormon, Dottrina e Alleanze, e la Perla di Gran Prezzo come parte delle loro opere standard (canonizzata scrittura). Dottrina e Alleanze , pubblicata per la prima volta nel 1835, contiene centotrentotto sezioni o documenti individuali generalmente disposti in ordine cronologico a cominciare dal 1823 fino al 1918 e due “Dichiarazioni ufficiali” che annunciano nuove politiche nel 1890 e nel 1978. Questi documenti sono una selezione dalle rivelazioni e altri scritti ispirati dati tramite Joseph Smith (1805-44) e i suoi successori come presidenti della chiesa.

Come i capitoli nella Bibbia, le sezioni in Dottrina e Alleanze sono divise in versetti . Molta parte di Dottrina e Alleanze, come le lettere di Paolo nel NuovoTestamento, tratta di direzioni specifiche in quell’epoca- e in quella cultura. Comunque i membri della chiesa credono che Dottrina e Alleanze contenga principi generali che possono ispirare quelli che vivono oggi a rafforzare la loro fede in Dio e ad incoraggiarli ad adempiere la volonta’ del Signore nelle loro vite .

Dottrina e Alleanze contiene anche insegnamenti dottrinali che forniscono ai discepoli di questi giorni intuizioni sullo scopo della vita e su Dio stesso tali come “La Gloria di Dio e’ l’intelligenza o, in altre parole, luce e verita’ ” (Dottrina e Alleanze 93: 36 ) e “C’e’ una legge irrevocabilmente decretata nei cieli prima della fondazione di questo mondo , sulla quale si basano tutte le benedizioni—e quando otteniamo una qualche benedizione da Dio, e’ mediante l’obbedienza a quella legge su cui essa e’ basata ” (Dottrina e Alleanze130: 20-21).

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