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Gesu’ era umano in qualche modo?

Giovedì, Luglio 10th, 2008

 

Marco, piu’ di ogni altro scrittore, preserva una vista dell’umanità’ di Gesu’ nella narrazione della Passione. La sua preghiera nel Getsemani puo essere il miglior esempio: “Abba, Padre, ogni cosa ti e’ possibile: allontana da me questo calice. ” (Marco 14:36). Tramite la sua narrativa, Marco informa quelli che ascoltano la storia che Gesu’ aveva bisogno di dormire, mangiare, star da solo, e, naturalmente, pregare-fare queste cose e’ umano.

Se il racconto che Marco fa della storia e’ basato sui ricordi di Pietro, possiamo vedere una pittura descritta basata  sui ricordi di Pietro. Se e’ cosi’ possiamo apprezzare il ritratto franco presentato qui, che e’ particolarmente critico di Pietro stesso. Ci si dovrebbe ricordare che il nome vero di Pietro era Simone.  Gesu’ lo soprannomino’ Pietro (dal greco o latino ) o Cefa (dall’ebraico o aramaico ), che vuol dire “roccia, o pietra .” In Marco, Pietro e’ sempre chiamato col suo nuovo nome , fino al punto in cui Gesu’ gli dice : “Simone, dormi?” (Marco 14:37); enfasi aggiunta). Forse l’uso di Gesu’ di Simone invece che Pietro e’ significativo del fatto che Pietro, non e’ ancora diventato la roccia .

Marco ritrae l’agonia di Gesu’ nel Getsemani in un linguaggio chiaro e commovente. Gesu’ e’ il figlio di Dio, tuttavia e’ dotato del desiderio umano di vivere, di evitare sofferenza e morte. Il nome che Egli usa nel suo grido a Dio, Abba (Padre), sottolinea il pathos di questa tragica scena. Un’altra traduzione della Bibbia arriva al punto in un modo diverso, che puo’ aiutarci non solo a sentire quello che dice la scrittura, ma anche a capirla meglio; “Quindi prese con se Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò ad essere preso da timore e angoscia.

E disse loro ‘L’anima mia e’ triste sino alla morte rimanete qui e vegliate’ . E andato poco avanti si getto’ a terra e pregava che se fosse possibile, si allontanasse da lui quell’ora.  E disse ‘Abba padre, ogni cosa ti e’ possibile . allontana da me questo calice ! Pero’, non cio’ che io voglio, ma cio’ che tu vuoi ” (Marco 14:33-36 ).

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Gesu’ Cristo

Giovedì, Luglio 10th, 2008

 Perche’ Gesu’ e’associato a Nazaret?

Nazaret, un paesino dell’alta  Galilea, fu il villaggio dell’infanzia di Gesu’. Secondo il Nuovo Testamento Giuseppe e Maria, tornarono la’ qualche tempo dopo la nascita di Gesu’ a Betlehem, una piccola citta’ della Giudea del sud. (Matteo 2:23). Dalla giovinezza di Gesu’ sino a quando egli raggiunse i trent’anni, Nazaret fu la sua casa.

In quel periodo non era insolito per una persona essere identificata con la citta’ in cui essa era nata o viveva  (vedere per esempio Luca 8:2 dove e’ menzionata Maria di Magdala ). Come risultato, Gesu’ e’ identificato con Nazaret circa diciassette volte nel Nuovo Testamento come “Gesu’ di Nazaret.”

Persino alla sua morte, sebbene avesse lasciato  Nazaret quasi tre anni prima, Gesu’ fu identificato con il piccolo villaggio lontano dalle strade principali delle colline di Galilea:   “E Pilato fece anche un’iscrizione, e la pose sulla croce. E vi era scritto: Gesu’ di Nazaret Re dei Giudei ” (Giovanni 19:19).

Qualche tempo dopo  passata la resurrezione,  Pietro cominciò ad estendersi oltre il suo popolo, quando visito’ il centurione romano Cornelio a Cesarea Marittima, per condividere la “buona novella.” In questa riunione, Pietro inizio’ il suo famoso sermone  con l’identificazione geografica del paese dell’adolescenza di Gesu’ :“Dio unse di Spirito Santo e di potenza Gesu’ di Nazaret : il quale ando’ attorno facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano oppressi dal diavolo perche’ Dio era con lui ” (Atti 10:38). Mentre il lavoro missionario dei discepoli si spargeva attraverso il bacino del Mediterraneo  e il vicino oriente, molte persone molto lontane dalla terra santa appresero di  Gesu’ di Nazaret.

Oltre alla connessione tradizionale del nome a un luogo, Matteo credeva che l’identificazione di Gesu’ a Nazaret fosse gia’ nota ai primi profeti ebrei :“Egli venne e dimoro’ in una citta’ chiamata Nazaret: affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti. Egli sara’ chiamato nazareno”  (Matteo 2:23).

 

 

Nazaret come puo’ essere apparsa durante il primo secolo d.C. Usata col permesso di  Balage Balogh.

 Il ritorno del Re [Matteo 2:19-23 ]
Questo terzo passaggio in Matteo 2 inizia con la stessa struttura che troviamo nel precedente riguardo alla fuga in Egitto – l’ angelo del Signore appare a Giuseppe  in sogno e gli da’ l’ordine di alzarsi e prendere il bambino e la madre e tornare nella terra d’Israele, al cui comando Giuseppe si alza e fa esattamente come gli e’ detto (notare il linguaggio parallelo nei versetti. 14 e 21). Tornare in Giudea era veramente una buona idea, poiche’ il figlio di Erode Archelao governava la’, e cosi’ essendo stato avvertito di cio’ in sogno, egli si ritiro’ nel “distretto” di Galilea, andando a vivere nella cittadina di Nazaret. Anche questo e’ visto come un  adempimento della Scrittura, ma notate che qui i profeti (plurale) sono citati per aver detto “egli sara’ chiamato  Nazareno.”
E’ stato difficile trovare una scrittura o persino una combinazione di scritture che contengano queste parole. Un suggerimento ingegnoso e’ che Isaia 11:1 sia sullo sfondo ,  esso parla del “ramo” NZR dal ceppo di Isai, un riferimento alla figura messianica a cui ci si riferiva come Emmanuele in Isaia 7:14. In favore di questa associazione e’ il fatto che a   Qumran, il “ramo” in questo passaggio era interpretato anche messianicamente  (1QH 6.15: 7.6-19).
Sebbene si usasse per ramo una diversa parola ebraica questo stesso modo di parlare di una figura messianica si trova in Geremia 23:5; 33:15; Zaccaria 3:8 e 6:12.
Cio’ che stiamo vedendo e’ veramente un uso midrashico del Vecchio Testamento,  e la combinazione di tale materia scritturale con le storie di Gesu’ intrecciate insieme, e’ stata chiamata una midrashica haggadah, ma sarebbe stato meglio chiamarla midrash e haggadah (narrativa), perche’ non abbiamo nessun motivo di pensare che la storia stessa sia stata  ricamata tranne per le aggiunte creative e i rimaneggiamenti del Vecchio Testamento.

Un altro suggerimento e’ che  Matteo ha in mente la nozione di essere un Nazireo, che e’ il termine sostituto per “uno messo a parte” o un “consacrato al Signore” nel LXX (cf. Isa 4:3; Giudici 13:5-7; 16:17). Gesu’ allora e’ visto come uno consacrato a Dio, una conclusione che potrebbe trovare sostegno in Matteo 19:10-12 se Gesu’ si sta riferendo a se stesso.

Comunque la solita caratterizzazione di Gesu’ come uno che mangiava e bevevo con i peccatori e alle nozze (cf. Giovanni 2 a Marco 1-3) non supporta la nozione che egli avesse preso i voti da nazireo. Questo suggerimento allora sembra meno probabile che la connessione all’oracolo del ramo.

In superficie  l’impressione lasciata da questo resoconto e’ che Giuseppe e la sua famiglia stanno andando a Nazaret per la prima volta. Cio’ che e’ strano in questa storia e’ che naturalmente un altro figlio di Erode, Erode Antipa, stava governando in Galilea, cosi’ perche’ la Galilea sarebbe dovuta essere meglio della Giudea per la famiglia? Ma allora uno si deve chiedere anche perche’ Giuseppe si sarebbe recato in un posto cosi’ fuori mano a meno che la’ non avesse  dei parenti. O il luogo fu scelto precisamente perche’ in una citta’ tra 500 e 1,500 abitanti al piu’ avrebbero potuto sparire o passare inosservati? E’ una cittadina in mezzo al niente menzionata nel Vecchio Testamento o in antiche fonti ebraiche , che puo’ spiegare perche’ erano necessarie delle ginnastiche esegetiche per connettere questo spostamento a Nazaret al Vecchio Testamento.  Sebbene molti studiosi pensano che sia difficile riconciliare questo resoconto con cio’ che dice Luca 2:39-40 , che suggerisce che la famiglia di Gesu’ veniva originariamente da Nazaret, entrambi i resoconti concordano su questo punto chiave che Gesu’ crebbe a Nazaret e fu chiamato Gesu’ di Nazaret. E’ interessante che una delle caste dei sacerdoti  fu posta la’ dopo la caduta di Gerusalemme del AD 70, il,che suggerisce che il luogo era visto come un luogo ritualmente puro.

Ben Witherington III, Matthew, (Macon: Smyth & Helwys Publishing, 2006) . 71-2Ben Witherington III is Professor of New Testament Interpretation at Ashbury Theological in Wilmore, Kentucky.
 
 
 

 

 
 
 
 
 

 

 

 

Citta’, paesi e villaggi : Nazaret

Le citta’, come luogo di dimora di elites, dominavano il panorama sociale e geografico dell’antichità’ greco-romana. Le elites costruivano, controllavano, e abitavano le citta’ . Cesarea e Gerusalemme, naturalmente, erano i maggiori centri urbani della Giudea.  Erode il Grande costruì Cesarea per fornire un porto sulla costa della Palestina e una monumentale dichiarazione di lealtà a Cesare Augusto. Le citta’ piu’ grandi della Galilea di Gesu’ includevano Sepphoris [moderna Zippori] e Tiberiade. Queste citta’ furono fondate da Erode Antipa ed erano i quartieri generali degli ufficiali di Erode. Non sorprende, in vista dell’interesse degli spostamenti di Gesu’, che non siano mai menzionate nei vangeli. Cafarnao, Tarichese (Magdala), e Cana erano citta’ amministrative per la pesca e l’agricoltura. I contadini della zona della Galilea vivevano in villaggetti come Nazaret o Nain.

K.C. Hanson e Douglas E. Oakman, Palestine in the time of Jesus: Social Structures and social Conflicts (Minneapolis: Fortress Press, 1998), 116-117

K.C. Hanson ha insegnato studi biblici alla Episcopal Theological School e alla School of Theology at Claremont, Creighton University and St. Olaf College

Douglas E. Oakman e’ decano di Humanities e professore di Religione at Pacific Lutheran University, Tacoma, Washington

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Un tavolo sacramentale vuoto

Giovedì, Luglio 10th, 2008

Una domenica mattina il nostro figlio adolescente stava con altri due sacerdoti per amministrare il  sacramento, come avevano fatto in altre occasioni precedenti. Essi tolsero la tovaglia bianca, ma con loro sgomento non c’era pane. Uno di essi scivolò fuori verso la stanza di preparazione nella speranza di poter trovare un po’ di pane.  Non ce n’era . Alla fine nostro figlio turbato si diresse verso il  vescovo e condivise la sua preoccupazione con lui. Un saggio vescovo allora si alzo’, spiego’ la  situazione alla congregazione, e chiese: “Come sarebbe se il tavolo del sacramento oggi fosse vuoto perche’ non c’e’ stata l’Espiazione ?” Ho pensato spesso a cio’–cosa sarebbe stato se non ci  fosse pane perche’ non c’era stata la crocefissione, ne’ acqua perche’ non c’era stato alcun versamento di sangue? Se non ci fosse stata alcuna espiazione, quali sarebbero state le conseguenze per noi? Naturalmente la questione adesso e’ discutibile, ma mette in prospettiva la nostra dipendenza totale  al Signore. Porsi questa domanda e rispondere ad essa acuisce la nostra consapevolezza del Salvatore e, l’apprezzamento per Lui.  Cosa sarebbe successo anche ai retti, se non ci fosse stato alcun sacrificio espiatorio, colpisce nelle profondità delle emozioni umane.

Primo: non ci sarebbe alcuna resurrezione, o come suggerito nel linguaggio esplicito di Giacobbe : “Questa carne avrebbe dovuto giacere per marcire  e decomporsi nella madre terra, per non risorgere mai piu’” (2 Nefi 9:7).

Secondo: I nostri spiriti sarebbero diventi soggetti al diavolo. Egli avrebbe avuto “tutto il potere su di te” e “suggellarti suo” (Alma 34:35). Infatti saremmo diventati come lui si’, come “angeli del diavolo” (2 Nefi 9:9).

Terzo: saremmo stati “esclusi dalla presenza del nostro Dio” (2 Nefi 9:9), per restare per sempre col padre delle menzogne .

Quarto: avremmo dovuto “sopportare un tormento finale ” (Mosia 2:39).

Quinto: saremmo stati senza speranza, perche’ se “Cristo non e’ risuscitato, allora la nostra predicazione e’ dunque vana, ed e’ vana anche la vostra fede. . . . Se noi speriamo in Cristo in questa vita soltanto, siamo i piu’ miserabili di tutti gli uomini ” (1 Corinzi 15:14, 19). . . .

Senza l’espiazione, l’opinione fatalista di Macbeth sulla vita sarebbestata tragicamente vera; sarebbe una commedia senza alcuno scopo :

La vita non e’ altro che un’ombra in cammino

Un povero attore che si agita e pavoneggia per un’ora sul

Palcoscenico e del quale poi non si sa piu’ nulla

E’ un racconto ntrrato da un idiota pieno di strepito e di furore ,

E senza alcun significato  (William Shakespeare,  Macbeth, 5.5.24-28)

 

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Cosa credono i mormoni sulla santita’ ?

Mercoledì, Giugno 18th, 2008

Risposta personale di Karen R. Merkley

I mormoni credono che i veri seguaci di Cristo sono contati come “santi” – quelli che lo hanno seguito nel battesimo per immersione tramite il potere del Suo sacerdozio come detenuto dai membri della chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni che sono stati ordinati e che continuano nel sentiero della rettitudine. I membri della chiesa di Cristo stabilita quando Egli era sulla terra sono i primi santi, e i membri della Sua chiesa oggi sono chiamati “Santi degli Ultimi Giorni .” Molti di tutte le fedi vivono una vita cristiana e sono santi e buoni. Il termine letterale, “santo,” o “santo degli ultimi giorni,” comunque, nella nostra teologia e’ riservato a quelli che si qualificano come sopra descritto.

I mormoni non beatificano (proclamare beati in un senso formale ) o canonizzano (dichiarare uno stato piu’ alto di santita’) qualcuno che sia un membro della chiesa . Neppure preghiamo tramite, o ad altri che sono passati da questa vita ed entrati nel mondo degli spiriti, aspettando la resurrezione. Mentre noi, come i cattolici crediamo, che i trapassati siano molto interessati a quello che accade nella nostra vita, non chiediamo direttamente quella intercessione; non abbiamo cio’ che i cattolici potrebbero chiamare “santi patroni.” Quando preghiamo Dio padre per la Sua assistenza, essa ci e’ garantita , tramite il Suo potere e il Suo Spirito per opera di quelli che Egli incarica da ogni lato del velo della mortalita’.

Il soggetto si e’ riaffacciato ultimamente in apparenza perche’ il papa Giovanni Paolo II ha beatificato piu’ santi di tutti gli altri papi messi insieme, includendo quelli di altre nazioni non riconosciuti in precedenza come santi. Nella fede cattolica, i santi si qualificano per la canonizzazione se hanno condotto una vita di “eroica santita’,” e sono stati reputati nel loro servizio, ed hanno compiuto almeno due miracoli . Questi miracoli, secondo la fede cattolica devono essere guarigioni permanenti, istantanee, e di mostrabili o, attribuibili a nessun altra causa che non sia la fede del leader. Alla luce della dottrina SUG o mormone, i miracoli di guarigioni di questa natura capitano spesso tramite il potere del sacerdozio di Dio. Gli anziani benedicono i malati e quelli “non destinati a morire” spesso sono guariti da nessun altro potere che quello di Dio tramite la sua assistenza. Oltre ai miracoli di guarigione , i Mormoni credono in miracoli dove il Signore intercede per affrettare la Sua opera , dove Egli apre porte prima chiuse, dove fa risorgere i morti alla vita, trasforma, opera soluzioni miracolose, crea circostanze, e opera tramite leggi eterne in modo meraviglioso per far avverare i Suoi scopi e la redenzione di ognuno dei Suoi figli.

I mormoni credono che i miracoli seguono i santi che credono, e che quelli che sono ordinati al sacerdozio di Cristo hanno accesso al Suo potere che fa scaturire miracoli secondo il necessario e secondo la Sua volonta’ su una base continua .

Noi crediamo anche che molti altri di altre religioni possono esercitare la loro fede e vedere la mano di Dio in modi miracolosi. Ma I miracoli in cui I potere del cielo sono attirati in virtu’ del sacerdozio esistono solo nell’ambito della chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni .

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I mormoni hanno qualcosa a che fare con la setta poligama del Texas ?

Mercoledì, Giugno 18th, 2008

Risposta personale di Karen R. Merkley

I mormoni, membri della chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni , non hanno nulla a che fare con la setta poligama del Texas, recentemente famosa grazie alla stampa nazionale, e internazionale . Vogliamo dichiarare che tutti quelli che praticano la poligamia oggi non sono mormoni, essi sono fondamentalisti o membri di altri gruppi religiosi che sfidano gli insegnamenti del Salvatore ai giorni nostri e che non sono in alcun modo riconducibili alla chiesa di Gesu’ Cristo. Cio’ e’ vero per questa setta poligama del Texas e di tutti gli altri gruppi che si sono formati nell’ovest e in varie parti del mondo.

Come Mike Otterson degli Affari pubblici SUG ha affermato, abbiamo gia’ parlato di questa distinzione abbastanza chiaramente in passato, e lo ripetiamo alla stampa e a tutti coloro che sono desiderosi di conoscere i fatti, e la realta’ delle dottrine e pratiche dei mormoni praticanti, in tutto il mondo.

Percio’ chiediamo alla stampa e al pubblico, di dissociare i termini “Mormone” e “poligamo” e “Mormone” e “fondamentalista” quando vi si riferiscono a chiunque pratichi la poligamia ai nostri giorni . E’ una violazione sia del nostro credo che della nostra legge civile.

Gli insegnamenti del Salvatore ai giorni nostri includono il matrimonio monogamo fra un uomo e una donna. Ci opponiamo anche ai matrimoni omosessuali mentre estendiamo una mano di aiuto a quelli che vogliano superare l’attrazione per quelli del loro sesso.

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Come conciliano i mormoni un Dio onnipotente, con il dolore, la malattia e la sofferenza?

Martedì, Giugno 17th, 2008

I mormoni credono che Dio sia onnipotente e abbia la capacita’ di intervenire nella nostra vita. Egli ci da’, e se ne rende comunque responsabile, l’arbitrio dell’uomo un dono che non ha prezzo. Come risultato, mentre Lui puo’ e interviene consistentemente nelle nostre vite, in molte circostanze, ci permette a volte di sopportare i risultati delle scelte nostre, delle scelte altrui, o dei casi naturali. (continua…)

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Perche’ ci sono tre dirigenti nella prima Presidenza della chiesa?

Martedì, Giugno 17th, 2008

Risposta personale di Karen R. Merkley

Per divina volonta’, c’e’ un ordine di comando che il Signore ci ha dato nella moderna rivelazione. Quello schema vuol dire che quello chiamato come profeta e Presidente della chiesa, presidente del palo (dirigente di una grande congregazione di membri ), vescovo (dirigente di una unita’ piu’ piccola di membri ), Presidentessa della Societa’ di Soccorso dirigente di donne un una zona designata), presidentessa delle Giovani Donne o presidente dei Giovani Uomini (dirigente della gioventu’) , Presidentessa della Primaria (dirigente di bambini ) e altri dirigenti sceglieranno devotamente due consiglieri per servire con loro nelle loro rispettive chiamate. (continua…)

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Se Dio e’ buono perche’ ha creato l’inferno?

Lunedì, Giugno 16th, 2008

Risposta personale di James E. Faulconer

La risposta a questa domanda e’ diretta: Dio non ha creato l’inferno. Inferno e’ lo stato di separazione dall’amore di Dio, uno stato che creiamo quando ci distogliamo da lui col peccato.

Joseph Smith, il profeta fondatore della chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni insegno’: “Cos’e’ la dannazione dell’inferno? Frequentare quelle persone che non hanno obbedito ai suoi ordini ” (History of the Church, page 554). Tramite Suo figlio, Gesu’ Cristo, Dio ci ha dato un modo tramite il quale possiamo tornare a Lui, restaurati dal nostro stato di peccato a uno stato di grazia e Gloria, ma egli non costringera’ alcuno di noi a tornare contro la nostra volonta’. Se scegliamo di rimanere nel peccato pur avendo l’opportunita’ di essere redenti da esso, Egli ci permettera’ di rimanere dove vogliamo, separati da Dio, in altre parole, nell’inferno.

Comunque, a volte le scritture usano la parola “inferno” per riferirsi a un luogo, e quando fanno cosi’ la parola assume vari significati. Sia il significato greco che ebraico delle parole del Nuovo e del Vecchio Testamento traducono “inferno” come semplicemente “il luogo dove risiedono i morti .” In quella luce, a volte la parola e’ compresa dai mormoni riferirsi al luogo dove vivono i disobbedienti mentre aspettano la resurrezione. Mentre hanno l’opportunita’ di avere il vangelo di Gesu’ Cristo predicato ad essi cosicche’, se vogliono, possono pen tirsi e tornare a Dio.

Dopo la resurrezione, tutti , tranne pochi esseri umani, vivranno in uno stato di ricompensa e di gloria, sebbene non tutti vivranno alla presenza di Dio. (vedere Dottrina e Alleanze 76 una descrizione dei vari stati di ricompensa dopo la resurrezione. The Dottrina e Alleanze, con la Bibbia, il Libro di Mormon, e la Perla di Gran Prezzo, e’ una delle scrtture canoniche della chiesa SUG ). Quelli che non vivono alla sua presenza perche’ non hanno accettato la salvezza tramite Gesu’ Cristo saranno liberi dal dolore e dalla sofferenza, ma saranno separati da Dio. Cosi’ potremmo dire che vivranno nell’inferno, sebbene non che saranno puniti.

Infine, a volte la parola “inferno” e’ usata per riferirsi alla destinazione finale di quei pochi che hanno commesso il peccato imperdonabile contro lo Spirito Santo (Matteo 12:31). “Avendo rinnegato lo Spirito Santo dopo averlo ricevuto, e avendo rinnegato l’Unigenito Figlio del Padre, avendolo crocifisso per conto loro ed esposto all’infamia ,” essi verranno mandati a risiedere “con il diavolo e i suoi angeli” (Dottrina e Alleanze 76:35-36). Dottrina e Alleanze e’ un’altra opera canonica mormone. Comunque noi presumiamo che persino in questo stato, la punizionbe non sara’ qualcosa decretata e inflitta da Dio ma l’auto consapevolezza della colpa. Joseph Smith disse: “Un uomo e’ il suo proprio carnefice e il suo proprio giudice . Di qui il detto: ‘Egli andranno nel lago che brucia con fuoco e zolfo .’ Il tormnento della delusione nella mente dell’uomo e’ come un lago che brucia con fuoco e zolfo” (Insegnamenti del Profeta Joseph Smith, pagina 357).

La parola “inferno” ha significati differenti in contesti differenti . Comunque, qualunque significato essa abbia , e’ qualcosa che creiamo con la nostra disobbedienza non qualcosa creato da Dio .

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I mormoni credono alla nascita da una vergine?

Lunedì, Giugno 16th, 2008

Si’. I dirigenti dei Santi degli Ultimi Giorni e le scritture canoniche affermano che Maria era vergine quando nacque Gesu’. Come gli altri cristiani, i Santi degli Ultimi Giorni credono nella concezione miracolosa , sebbene nessun mezzo miracoloso sia ascritto al modo della nascita di Gesu’.

Quando Matteo cito’ la profezia “Percio’, il Signore stesso vi dara’ un segno: Ecco! La vergine concepira’, e dara’ alla luce un figlio e gli porra’ nome Emanuele ” (Isaia 7:14 Jewish Publication Society of America), tradusse il testo ebraico originale o uso’ la versione greca dei settanta con un leggero cambiamento. Rimpiazzo’ la parola greca per ”giovane donna“ con la parola per “vergine” rinforzando cosi’ la natura messianica della profezia (vedere Matteo 1:23). (continua…)

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Cosa credono i mormoni sulla deita’

Lunedì, Giugno 16th, 2008

Risposta personale di Roger Keller

I membri della deita’ sono uniti nello scopo e nella volonta’ ma consistono di tre esseri separati : Dio, il Padre eterno; Gesu’ Cristo, Suo figlio, nostro Redentore; e lo Spirito Santo. Questo modo di vedere la deita’ e’ basato sulla rivelazione antica e moderna, e il credo mormone, sull’apparizione personale del Padre e del figlio a Joseph Smith nel 1820. (continua…)

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