Archive for the ‘Vita mortale di Gesu’’ Categoria

Gesu’ era umano in qualche modo?

giovedì, luglio 10th, 2008

 

Marco, piu’ di ogni altro scrittore, preserva una vista dell’umanità’ di Gesu’ nella narrazione della Passione. La sua preghiera nel Getsemani puo essere il miglior esempio: “Abba, Padre, ogni cosa ti e’ possibile: allontana da me questo calice. ” (Marco 14:36). Tramite la sua narrativa, Marco informa quelli che ascoltano la storia che Gesu’ aveva bisogno di dormire, mangiare, star da solo, e, naturalmente, pregare-fare queste cose e’ umano.

Se il racconto che Marco fa della storia e’ basato sui ricordi di Pietro, possiamo vedere una pittura descritta basata  sui ricordi di Pietro. Se e’ cosi’ possiamo apprezzare il ritratto franco presentato qui, che e’ particolarmente critico di Pietro stesso. Ci si dovrebbe ricordare che il nome vero di Pietro era Simone.  Gesu’ lo soprannomino’ Pietro (dal greco o latino ) o Cefa (dall’ebraico o aramaico ), che vuol dire “roccia, o pietra .” In Marco, Pietro e’ sempre chiamato col suo nuovo nome , fino al punto in cui Gesu’ gli dice : “Simone, dormi?” (Marco 14:37); enfasi aggiunta). Forse l’uso di Gesu’ di Simone invece che Pietro e’ significativo del fatto che Pietro, non e’ ancora diventato la roccia .

Marco ritrae l’agonia di Gesu’ nel Getsemani in un linguaggio chiaro e commovente. Gesu’ e’ il figlio di Dio, tuttavia e’ dotato del desiderio umano di vivere, di evitare sofferenza e morte. Il nome che Egli usa nel suo grido a Dio, Abba (Padre), sottolinea il pathos di questa tragica scena. Un’altra traduzione della Bibbia arriva al punto in un modo diverso, che puo’ aiutarci non solo a sentire quello che dice la scrittura, ma anche a capirla meglio; “Quindi prese con se Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò ad essere preso da timore e angoscia.

E disse loro ‘L’anima mia e’ triste sino alla morte rimanete qui e vegliate’ . E andato poco avanti si getto’ a terra e pregava che se fosse possibile, si allontanasse da lui quell’ora.  E disse ‘Abba padre, ogni cosa ti e’ possibile . allontana da me questo calice ! Pero’, non cio’ che io voglio, ma cio’ che tu vuoi ” (Marco 14:33-36 ).

Com’era fatto Gesù ?

giovedì, luglio 10th, 2008

Le lettere apocrife che danno una descrizione fisica di Gesu’ sono da lungo tempo  state riconosciute come non autentiche . Gli autori post-Neo Testamentari spesso lasciavano vagare la loro immaginazione su temi che, o non erano chiari, o erano totalmente assenti dal Nuovo Testamento stesso, fornendo ai loro lettori informazioni che gli autori del Nuovo Testamento non avevano fornito.

Matteo, Marco, Luca, e Giovanni molto probabilmente non avrebbero mai immaginato che i lettori del ventunesimo secolo sarebbero stati interessati all’altezza di Gesu’, la  lunghezza dei suoi capelli, il colore degli occhi, o il colore della sua barba- se –  ne aveva una.

Spesso c’e’ una sottile tensione fra l’ idea di Gesu’ come modello di perfezione mentale e fisica e l’ idea espressa in Isaia che quando lo vedremo, “ non c’era nessuna apparenza da farcelo desiderare” (Isaia 53:2). Questo passaggio suscita  alcune questioni interessanti . Cosa vuol dire Isaia quando dice che il Messia mortale non avrebbe avuto “nessuna bellezza”? E dovremmo considerare che il Gesu’ mortale puo’ aver avuto un aspetto che era diverso dal Signore risorto fisicamente perfetto?

Nel tempo la deita’ e’ stata ritratta come una diretta manifestazione della perfezione fisica e mentale di una data cultura. Perciò gli artisti occidentali basano il loro modo di vedere Cristo  sulla loro propria cultura e la loro società e non sulla cultura e la società del I secolo nella Palestina ebraica. Un’immagine fissata o standard di Gesu’ fu creata  dalla cultura occidentale nel tardo medioevo, e sebbene tutte le società abbiano modificato leggermente quell’immagine, la rappresentazione basilare e’ rimasta da allora quasi costante. Naturalmente, queste immagini sono basate sui dipinti degli artisti che non conoscevano per esperienza personale com’era Gesu’ , e non avevano neppure accesso ad un’autentica descrizione scritta da qualcuno che lo aveva incontrato.

Le persone in antichità erano si solito soggette a malattie, non c’erano cure dentarie, e mancavano di opportunità quotidiane di igiene, che molti occidentali hanno e che si aspettano (per esempio lo shampoo). A causa di restrizioni della dieta, in genere erano di statura inferiore a quelli che vivono oggi.

Dopo tutto Gesu’ era un ebreo che visse nel medioevo piu’ di duemila anni fa. Parlava una lingua diversa e viveva in una cultura che in molti modi era aliena dalle nostre culture moderne.

Aveva esperienze culinarie limitate una mancanza, non solo di varietà nella dieta ma anche di qualità e di quantità (come la carne fresca). Probabilmente non avrebbe incontrato i nostri moderni standard di un cambio quotidiano di abiti puliti. E le sue abitudini di lavarsi, basate sulla sua cultura, non sarebbero certo state simili alla nostra corrente ossessione per la pulizia. Il suo accesso alla cure medica e dentale era limitata, secondo i nostri standard, e come molti concittadini di Nazaret e Cafarnao, raramente provava le tecniche romane avanzate che si potevano trovare a Gerusalemme o nelle citta’ piu’ grandi dell’impero. Molto probabilmente era piccolo di statura, paragonato a molti uomini oggi, e aveva una carnagione olivastra , lineamenti angolosi, ciglia prominenti, occhi castani, capelli neri o castani, e la barba nera o castana, sebbene potessero esserci fra i giudei alcuni geni recessivi di occhi blu e capelli rossi.

 

 

Cosa sono i vangeli sinottici ?

giovedì, luglio 10th, 2008

Fra i quattro vangeli canonici , Matteo, Marco e Luca sono a volte chiamati “vangeli sinottici .” Letteralmente, sinottico vuol dire “con lo stesso occhio” con riferimento al fatto che questi vangeli condividono lo stesso materiale e sono connessi strettamente l’uno all’altro.

Gesu’ Cristo

giovedì, luglio 10th, 2008

 Perche’ Gesu’ e’associato a Nazaret?

Nazaret, un paesino dell’alta  Galilea, fu il villaggio dell’infanzia di Gesu’. Secondo il Nuovo Testamento Giuseppe e Maria, tornarono la’ qualche tempo dopo la nascita di Gesu’ a Betlehem, una piccola citta’ della Giudea del sud. (Matteo 2:23). Dalla giovinezza di Gesu’ sino a quando egli raggiunse i trent’anni, Nazaret fu la sua casa.

In quel periodo non era insolito per una persona essere identificata con la citta’ in cui essa era nata o viveva  (vedere per esempio Luca 8:2 dove e’ menzionata Maria di Magdala ). Come risultato, Gesu’ e’ identificato con Nazaret circa diciassette volte nel Nuovo Testamento come “Gesu’ di Nazaret.” (continua…)